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PLEUROPOLMONITE L'Acninobacillus pleuropneumoniae colonizza la cavità nasale e le tonsille, ma alcuni ceppi virulenti possono raggiungere anche i polmoni e causare una malattia (Gottschalk e Taylor, 2006). Esistono quindici sierotipi: nonostante i ceppi virulenti possano essere collegati ad alcuni sierotipi specifici, ciò non significa che vi sia necessariamente una stretta associazione tra sierotipo e virulenza. I batteri isolati appartenenti ad un particolare sierotipo non causano sempre la malattia. La gravità della malattia causata dall'APP dipende dalla virulenza del microrganismo, dall'immunità del gruppo di suini e da fattori ambientali. I fattori che determinano la virulenza includono le citotossine Apx I, Apx II, Apx III e Apx IV (Bosse et al., 2002). La sensibilità immunitaria del gruppo dipende dai livelli di anticorpi di origine materna (MDA), che possono persistere per 5–12 settimane, e dalla presenza di ceppi di APP non virulenti che producono un'immunità crociata. Fra i fattori predisponenti si possono includere un'elevata densità di animali, il mescolamento di diverse popolazioni di suini, le fluttuazioni rapide della temperatura o dell'umidità e la scarsa ventilazione. La trasmissione avviene tramite le goccioline diffuse dai suini portatori. ormalmente i suinetti vengono infettati dalla madre dopo le due settimane di età e diffondono l'infezione nel loro gruppo quando l'immunità materna inizia a diminuire dopo lo svezzamento. Il microrganismo viene eliminato nell'ambiente in quantità elevata attraverso le secrezioni nasali e sopravvive per 3 giorni all'interno del muco. L'APP sopravvive nell'acqua per un periodo fino a 30 giorni a 4 °C.
VACCINAZIONE CONTRO L'ODORE DI VERRO In cosa consiste la vaccinazione contro I'odore di verro? La vaccinazione contro l'odore di verro è una soluzione sicura, affidabile ed estremamente efficace, che sfrutta il sistema immunitario del suino per controllare l'odore di verro. La vaccinazione offre diversi vantaggi: È efficace quanto la castrazione fisica nel controllo dell'odore di verro. Permette che i maschi interi sviluppino tutto il loro naturale potenziale di crescita, così che per raggiungere lo stesso peso corporeo è necessaria una quantità di alimento inferiore a quella richiesta dai suini castrati fisicamente. Rende possibile la produzione di carne suina di qualità elevata, paragonabile a quella dei maschi castrati e delle scrofette. È di facile utilizzo e può essere somministrato in modo sicuro da personale di allevamento appositamente addestrato. Rende possibile la produzione di carne suina del tutto sicura per l'alimentazione umana. È un'alternativa alla castrazione fisica che garantisce il benessere degli animali. Aiuta a ridurre l'impatto ambientale della produzione suinicola e contribuisce alla sostenibilità dell'allevamento suino. Come viene praticata la vaccinazione? Per poter praticare la vaccinazione contro l'odore di verro, l'allevatore deve avere una prescrizione veterinaria. Per il personale di allevamento la vaccinazione si presenta di facile esecuzione. Si devono tuttavia osservare procedure corrette per minimizzare il rischio di autoiniezioni accidentali. Per la vaccinazione basta semplicemente iniettare il vaccino in due diversi momenti (due dosi complessive) subito dietro il padiglione auricolare del suino. La vaccinazione controlla l'odore di verro con un'efficacia pari a quella della castrazione fisica. I dati complessivi degli studi condotti negli ultimi dieci anni dimostrano un'efficacia superiore al 99%. 3,12 Come agisce la vaccinazione? Il vaccino induce il sistema immunitario del suino a produrre anticorpi specifici contro il GnRF. Questa azione inibisce temporaneamente la funzione testicolare e, di conseguenza, arresta la produzione e l'accumulo dei composti responsabili dell'odore di verro.
MALATTIA DI GLASSER La malattia di Glässer è attualmente riconosciuta come una malattia di crescente importanza economica a livello mondiale. Nei gruppi di suini che non sono mai entrati a contatto con questo patogeno, l'insorgenza della malattia di Glässer è rapida e si verifica pochi giorni dopo l'esposizione. I sintomi clinici includono febbre alta, apatia e anoressia. A seconda della sede delle lesioni infiammatorie possono essere presenti altri sintomi clinici, come respiro addominale, dispnea, tosse grave, dolore a torace e addome, tumefazione delle articolazioni (particolarmente di carpo e tarso), zoppia, tremori, incoordinazione, decubito laterale e cianosi. Il tasso di mortalità può raggiungere persino il 10%, mente gli scarti possono arrivare anche al 40%. Le infezioni croniche possono causare una riduzione della performance degli animali, il deperimento dei suini e la comparsa di tosse, dispnea, perdita di peso, zoppia e pelo ispido. All'esame autoptico, le lesioni macroscopiche primarie riscontrate comprendono un essudato da sierofibrinoso (stadio iniziale) a fibrinopurulento (ultimo stadio) su superfici sierose singole o multiple (inclusi peritoneo, pericardio e pleura), superfici articolari e meningi. Oltre alla malattia sistemica, l'Haemophilus parasuis contribuisce anche alla comparsa del complesso SRD. Questo batterio è stato isolato in casi di polmonite nel suino ed è stato possibile riprodurre una broncopolmonite fibrinosuppurativa in seguito all'infezione sperimentale con Haemophilus parasuis di suini normali. https://www.zoetis.it/conditions/suini/malattia-di-glasser.aspx
peste suina africana..... La peste suina classica e la peste suina africana sono malattie infettive contagiose, che colpiscono il suino domestico e il cinghiale. Benché caratterizzate da sintomi clinici e lesioni molto simili, sono causate da due virus completamente diversi. La Peste Suina Africana è causata da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus. Caratteristica peculiare del virus è l'incapacità a stimolare la formazione di anticorpi neutralizzanti, il che costituisce un importante ostacolo alla preparazione di vaccini. È una malattia altamente contagiosa e ad esito per lo più infausto, caratterizzata da lesioni emorragiche della cute e degli organi. La malattia non è trasmissibile all'uomo. La PSA è inserita nella lista delle malattie denunciabili dell’OIE (www.oie.int). È una malattia transfrontaliera, con un vasto potenziale di diffusione a livello internazionale, con pesanti conseguenze per la salute animale, per il patrimonio zootecnico e l’economia, per i risvolti sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti. Il contagio avviene attraverso la puntura del vettore, oppure per contatto diretto con altri animali ammalati. La trasmissione indiretta è dovuta anche alla somministrazione ai suini di residui di cucina contaminati. La presenza del virus nel circolo sanguigno (viremia) dura 4-5 giorni; il virus circola associato ad alcuni tipi di cellule del sangue, causando la sintomatologia che conduce inevitabilmente a morte del soggetto, spesso in tempi rapidissimi. Gli animali che superano la malattia possono restare portatori per circa un anno, giocando dunque un ruolo fondamentale per la persistenza del virus nelle aree endemiche. Il virus è dotato infatti di una buona resistenza, senz'altro maggiore in confronto al virus della peste suina classica. Il virus infatti resiste in ambiente esterno anche fino a 100 giorni, e sopravvive all'interno dei salumi per alcuni mesi, nel sangue prelevato è rilevabile sino a 18 mesi e resiste alle alte temperature. Nel 1930, dal Kenia, l'infezione si è diffusa in tutto il mondo in seguito al passaggio dell’infezione dai suini selvatici anche in quelli domestici. In Spagna e Portogallo la sua diffusione è altresì stata facilitata dalla presenza di una zecca dello stesso genere presente in Africa, Ornitodoros. La malattia giunse in Italia nel 1967, mediante rifiuti alimentari trasportati per via aerea. Ad oggi la PSA persiste soltanto in Sardegna, dove l’endemicità dell’infezione è facilitata da diversi fattori. Nelle zone interne della Sardegna, ad esempio, gli allevamenti di tipo intensivo sono presenti in numero ridotto, mentre sono molto diffuse le pratiche di allevamento tradizionale. Anche le caratteristiche intrinseche del territorio e le radicate tradizioni regionali, hanno contribuito all’endemizzazione della patologia. Inoltre, il continuo passaggio del virus tra animali selvatici e domestici, in ragione del tipo di allevamento brado e semibrado, comporta che soltanto quando la malattia sarà eradicata dai suini domestici, scomparirà anche nelle popolazioni di selvatici. https://www.pigprogress.net/Home/General/2018/6/Leaving-pig-health-to-the-next-generation-294971E/
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Flusso esteso Ricetta Elettronica Veterinaria - DPA L’8 novembre è stata definitivamente approvata la Legge Europea 2017, tra le novità introdotte vi è il passaggio alla ricetta elettronica per la prescrizione dei farmaci veterinari. Dal 1 settembre 2018 le ricette cartacee saranno sostituite definitivamente con un documento elettronico registrato su una banca dati nazionale. Anche il registro dei trattamenti e il registro delle scorte di medicinali saranno informatizzati. Con una nota del 10 ottobre il Ministero della Salute ha iniziato un processo di revisione completa e di aggiornamento dei contenuti della Banca Dati sui Medicinali Veterinari del Ministero della Salute e del Prontuario on line. Tutte le informazio- ni relative ai farmaci prescritti saranno disponibili in pochi istanti da qualsiasi dispositivo connesso alla rete. Come funziona? Il veterinario emetterà la ricetta da un qualsiasi dispositivo elettronico connesso ad internet e la invierà via e-mail all’allevatore. La ricetta inoltre sarà accessibile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet tramite un numero identificativo ed un codice PIN. Il farmacista potrà evadere la ricetta direttamente online al momento della consegna del farmaco. Infine il veterinario aziendale aggiornerà periodicamente il registro dei tratta- menti mentre le scorte saranno calcolate automaticamente dal sistema. La tracciabilità elettronica del farmaco permetterà alle autorità sanitarie di svolgere una sorveglianza più efficace a contrasto del fenomeno di antimicrobico resistenza. Problema che riguarda da vicino gli allevatori in quanto categoria a rischio elevato di contatto con forme batteriche resistenti agli antibiotici. L’evoluzione del sistema faciliterà e sveltirà anche i rilevamenti in allevamento previsti dal progetto ITALICO, infatti i documenti di acquisto dei farmaci e il registro dei trattamenti potranno essere acquisiti in formato digitale.
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segnali dati dai climi .... Valutazione del clima della stalla Per valutare l’effetto del clima della stalla sugli animali occorre tenere presenti aspetti vari: ad esempio, l‘età dell’animale, l’intensità dell’utilizzazione, il tipo di sistema di detenzione, la durata e l’intensità dell’effetto di un fattore climatico della stalla. Alcuni fattori climatici, inoltre, non vanno considerati solo singolarmente bensì in combinazione con altri. Così, ad esempio, una temperatura bassa associata a valori di umidità e di velocità dell’aria bassi è sopportata meglio dall’animale di quanto lo sia una temperatura bassa combinata a valori di umidità e di velocità dell’aria elevati. La valutazione del clima della stalla può avvenire in base ad apposite misurazioni, i cui metodi per i singoli fattori climatici sono illustrati nelle presenti informazioni tecniche. La valutazione del clima della stalla può anche aver luogo attraverso semplici indicatori che consentono di individuare le carenze dell’uno o dell’altro fattore. Indicatori di questo tipo sono le sensazioni dell’essere umano, il comportamento degli animali e lo stato del sistema di detenzione e delle attrezzature tecniche nella stalla. In linea di massima, le misurazioni vanno effettuate nell’area in cui gli animali soggiornano più frequentemente. Occorre tenere conto del fatto che i risultati delle misurazioni possono variare a seconda della stagione, dell’ora, delle condizioni climatiche, del luogo nella stalla, della composizione dell’aria, della temperatura superficiale degli elementi della costruzione e di altri fattori. Misurazioni effettuate in luoghi diversi e per periodi lunghi sono più affidabili delle misurazioni saltuarie. Altrettanto importante, inoltre, è l’impiego di strumenti di misurazione calibrati. Se si rendono necessari valori di misurazione affidabili e ripetibili (stessi risultati alle stesse condizioni), occorre registrare il più dettagliatamente possibile la procedura di misurazione e le circostanze in cui è stata effettuata (ad esempio luoghi, ora, condizioni climatiche, ecc.).
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gestione del medicinale veterinario con la ricetta elettronica Dal 1 giugno 2018 tutti i Medici Veterinari possono richiedere le credenziali per accedere al portale della ricetta veterinaria elettronica. Modalità, tempistiche e istruzioni di accesso. Dopo una fase di sperimentazione, il modello digitale diventa accessibile a tutti gli iscritti all'Ordine professionale. Primo step: la richiesta dell'account. Da oggi la ricetta veterinaria elettronica è accessibile a tutti i Medici Veterinari iscritti all'Ordine. All'interno del Sistema Informativo Nazionale della Farmacosorveglianza sono state implementate le pagine dedicate all'emissione digitale della ricetta veterinaria elettronica. Istruzioni per l'account (pre-iscrizione)- Per la richiesta dell'account è sufficiente fornire: -un documento di identità del Medico Veterinario richiedente (in formato pdf o jpg) -il numero e la data di iscrizione all'Ordine provinciale di appartenenza. Per agevolare la compilazione è consigliabile premunirsi di queste informazioni prima di avviare la procedura di pre-iscrizione. Il campo “applicazioni” riporta la dicitura “Farmacosorveglianza”: è quella da selezionare, in quanto la ricetta elettronica rientra nel più ampio Sistema Informativo Nazionale della Farmacosorveglianza. Altri dati richiesti in fase di compilazione: il codice fiscale e i dati anagrafici (nome, sesso, data e nazione di nascita) e di residenza; i recapiti telefonici e di email. In fase di pre-iscrizione va selezionata la ASL/ATS di propria appartenenza territoriale. Al termine della compilazione, se la procedura si sarà conclusa correttamente, il medico veterinario ne riceverà conferma via mail da Sulle tempistiche, la Fnovi ha precisato che "non sono stimabili e potrebbero non essere omogenee sul territorio nazionale". http://demo.izs.it/help/farmaco/help/materiale_corsi?action=AttachFile
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SUIS.....ANAS presenta il progetto SUIS-Suinicoltura Italiana Sostenibile Dal 16 novembre, in collaborazione con l’Associazione allevatori regionale dell’Emilia Romagna, ANAS-Associazione Nazionale Allevatori Suini, ha organizzato con gli allevatori di Mora romagnola e con quelli del Nero di Parma, una serie di ì incontri per illustrare gli obiettivi e le azioni previste dall’innovativo progetto SUIS-“Suinicoltura Italiana Sostenibile”. Il progetto punta alla salvaguardia della biodiversità attraverso la caratterizzazione fenotipica e genetica delle razze locali e la messa a punto di programmi pilota di gestione delle razze con le informazioni genomiche sulla consanguineità, sui marcatori DNA di specifiche caratteristiche di razza e su eventuali geni deleteri. Il fine è rendere più sostenibile l’allevamento di queste interessanti razze. Il progetto è un’importante novità per il miglioramento genetico delle razze large White, Landrace e Duroc italiane selezionate per il suino pesante DOP. Il progetto prevede l’utilizzo delle nuove conoscenze della genomica (DNA) per migliorare in modo più efficace l’efficienza produttiva dei suini e delle scrofe, per selezionare suini più docili e adatti all’allevamento in gruppo, per ottenere suini più resistenti alle malattie (PRRS e enteriti) ed all’aumento delle temperature estive. L’attività è iniziata nel corso del 2017 con la raccolta di nuovi fenotipi, metaboliti e genotipi nei centri genetici ANAS e negli allevamenti pilota del Libro genealogico.
Acqua.....Qualità dell'acqua La qualità dell'acqua può essere distinta in due categorie, vale a dire la qualità dell'acqua microbica e chimica. Queste due caratteristiche sono comunque strettamente collegate l'una all'altra. La qualità microbica dell'acqua è determinata dall'organismo vivente. Sebbene l'acqua del rubinetto contenga un basso numero di batteri, la pressione microbica sul capezzolo della bevanda può essere enormemente elevata attraverso un sistema idrico contaminato. Attraverso il sistema di acqua potabile, gli organismi patogeni sono eccellenti nel trasportare un'infezione da animale a animale. La portata della qualità microbica nell'acqua potabile va oltre la sola acqua, è molto importante che anche il sistema di tubazioni sia pulito. La qualità chimica comprende molecole come ferro, manganese, calcio e magnesio, in cui gli ultimi due determinano in gran parte la durezza dell'acqua. Troppi minerali causano precipitazioni nei tubi che possono causare perdite. La precipitazione è anche un terreno ideale per i microrganismi che formano il biofilm. Due minerali che meritano un'attenzione particolare sono il ferro e il manganese. Il ferro da solo, in concentrazioni normali, non è dannoso per i maiali da consumare tramite acqua potabile. Può tuttavia depositarsi all'interno delle linee dell'acqua per la presenza di ossigeno, in cui il ferro solubile si converte in ferro insolubile. Il colore dell'acqua è principalmente causato dalla presenza di ferro. Anche il manganese non è dannoso per il maiale nelle concentrazioni in cui è normalmente presente nell'acqua. Può causare sedimenti neri nelle linee d'acqua, specialmente quando il flusso d'acqua è basso. Elevati livelli di ferro e manganese possono causare differenze nel sapore dell'acqua e possono causare disturbi del tratto gastrointestinale. Si depositerà sulla parete interna delle linee d'acqua, creando un ambiente adatto per l'attaccamento dei microbi e successivamente la formazione di biofilm, ovvero una comunità strutturata di microrganismi racchiusi in una matrice polimerica autoprodotta che è attaccata ad una superficie. Il biofilm può danneggiare l'attrezzatura dell'acqua, dare odore e sapore sgradevole all'acqua e può diffondere malattie attraverso la mandria.
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caratteristiche materiali di arricchimento. In che modo dovrebbero essere messi a disposizione i materiali di arricchimento8 I materiali di arricchimento dovrebbero essere: a) D'INTERESSE SOSTENIBILE: la novità incoraggia il comportamento esplorativo, perciò è necessario sostituire/aggiungere regolarmente i materiali. L'interesse è sostenibile se i suini esplorano regolarmente i materiali nell'arco del tempo. L'interesse verso i materiali forniti non è sostenibile, invece, quando i suini cominciano a mordere o masticare altri elementi a loro disposizione tra cui parti del recinto (barre, abbeveratoi, ecc.) o le proprie feci. L'interesse verso i materiali di arricchimento varia a seconda del tipo di materiale fornito. I materiali verso cui gli animali perdono velocemente interesse sono considerati meno arricchenti per gli animali (soprattutto nel caso di materiali artificiali, per esempio fatti di ferro o plastica). È da preferirsi la fornitura frequente di piccole quantità di materiali alla volta anziché di una grande quantità di materiali in un'unica soluzione. Così facendo si crea una novità e si evita la possibile alterazione dei materiali, che li rende meno attraenti e potenzialmente poco sicuri. b) ACCESSIBILI per la manipolazione orale di tutti i suini in qualsiasi momento. L'ideale è posizionare i materiali di arricchimento in basso (purché sia garantita una corretta igiene), in modo da invogliare gli animali all'interazione. c) FORNITI IN QUANTITÀ SUFFICIENTE per consentire a ogni animale di accedervi quando sono motivati a farlo. La scarsità di materiali di arricchimento di buona qualità dà luogo a forme di competizione che sfociano nell'aggressività. d) PULITI: i suini perdono interesse verso i materiali di arricchimento imbrattati di feci. I materiali possono imbrattarsi di feci quando sono collocati a livello del suolo.
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